giovane donna durante visita oculistica

Visita oculistica: quando prenotarla, quali controlli comprende e come prepararsi

PUNTI CHIAVE

  • La visita oculistica è una valutazione medica specialistica che va oltre il semplice controllo della vista: permette di rilevare patologie come glaucoma, cataratta, retinopatia diabetica e degenerazione maculare, spesso asintomatiche nelle fasi iniziali.
  • Si distingue dal controllo ottico perché viene eseguita dall’oculista (medico specialista) e comprende una valutazione completa della salute oculare, non solo della funzione visiva.
  • È indicata in presenza di sintomi come visione sfocata, occhi secchi o rossi, sensibilità alla luce, visione di flash o corpi mobili, e come controllo preventivo periodico anche in assenza di disturbi, con cadenza più frequente dopo i 40 anni e in presenza di fattori di rischio.
  • La visita comprende una serie di esami, tra cui misurazione del visus, tonometria e fundus oculi, che l’oculista seleziona in base all’età e alla situazione clinica del paziente.

Occhi stanchi, visione sfocata, lampi luminosi, sensazione di secchezza quando si sta a lungo davanti agli schermi: i motivi per richiedere una visita oculistica sono tanti. L’esame della vista è un momento fondamentale che non andrebbe mai rimandato, non solo quando serve a indagare un disturbo, ma anche quando rappresenta un controllo di routine. Permette infatti di individuare precocemente patologie che, se trascurate, possono compromettere la salute degli occhi. Vediamo in cosa consiste e quando è il momento giusto per farlo.

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    Che cos’è e a cosa serve la visita oculistica?

    La visita oculistica è una valutazione medica specialistica eseguita da unoculista (o oftalmologo) che valuta la funzione visiva e la salute degli occhi nel loro complesso. Permette in particolare di:

    Si distingue dunque da un controllo della vista eseguito dall’ottico, che si occupa esclusivamente di valutare la refrazione.

    Quando fare la visita oculistica?

    In assenza di patologie note o sintomi, la frequenza raccomandata varia con l’età:

    • fino ai 40 anni: ogni 2 anni, salvo disturbi o fattori di rischio
    • tra i 40 e i 60 anni: ogni 1-2 anni, con attenzione crescente alla pressione intraoculare e alla macula
    • dopo i 60 anni: ogni anno, per la maggiore incidenza di glaucoma, cataratta e DMLE.

    Chi presenta fattori di rischio specifici – familiarità per glaucoma, diabete, ipertensione arteriosa, forte miopia – è indicato sottoporsi a controllo annuale indipendentemente dall’età.

    È invece opportuno prenotare una visita senza attendere i controlli di routine in presenza di:

    • vista annebbiata improvvisa o progressiva
    • occhi rossi, irritati o con secrezioni persistenti
    • occhi secchi: a causa dell’esposizione a fattori ambientali come aria condizionata o raggi solari o dell’uso prolungato di schermi
    • visione di flash luminosi, corpi mobili (mosche volanti) o aloni attorno alle luci
    • dolore oculare o mal di testa frontale ricorrente
    • perdita di campo visivo o visione a tunnel
    • fotofobia (sensibilità alla luce) accentuata
    • sintomi di congiuntivite allergica persistenti o ricorrenti
    • necessità di valutare la protezione più adeguata, in particolare per chi si espone frequentemente al sole o lavora in ambienti con luce intensa.

    In cosa consiste una visita oculistica?

    La visita oculistica si svolge in un ambulatorio o studio privato specialistico. Il primo momento è quello dell’anamnesi, in cui il medico raccoglie informazioni su eventuali disturbi visivi, uso di occhiali o lenti a contatto, patologie sistemiche in corso (diabete, ipertensione), farmaci assunti e familiarità per malattie oculari.

    Per procedere con l’esame fisico è di solito necessaria la somministrazione di colliri midriatici per dilatare la pupilla e consentire una migliore visualizzazione del fondo dell’occhio. Poiché le gocce tendono a offuscare la vista e acuire la sensibilità alla luce per alcune ore è preferibile non guidare dopo l’esame. L’esame può prevedere diverse indagini:

    • misurazione del visus: valutazione dell’acuità visiva attraverso le tavole ottotipiche; è il test di base per misurare la qualità della vista da lontano e da vicino
    • refrazione: misurazione dei difetti refrattivi sia in modo soggettivo (con il forottero) sia oggettivo (con l’autorefrattometro), per definire un’eventuale correzione con lenti
    • tonometria: misurazione della pressione intraoculare; valori elevati possono indicare glaucoma o predisposizione a svilupparlo. È un esame fondamentale per la prevenzione, soprattutto dopo i 40 anni
    • biomicroscopia (lampada a fessura): esame al microscopio che permette di osservare le strutture anteriori dell’occhio – cornea, cristallino, iride, congiuntiva – per rilevare opacità, infiammazioni o alterazioni della superficie oculare
    • esame del fondo dell’occhio: osservazione della retina, del nervo ottico e dei vasi sanguigni retinici; fondamentale per la diagnosi di retinopatia diabetica, degenerazione maculare e distacchi retinici
    • campimetria: misurazione del campo visivo, utile per rilevare danni al nervo ottico (come nel glaucoma) o patologie neurologiche che interferiscono con la visione periferica
    • OCT (tomografia a coerenza ottica): esame di imaging ad alta risoluzione della retina e del nervo ottico, essenziale per la diagnosi precoce di degenerazione maculare e glaucoma anche nelle fasi iniziali.

    Non tutti gli esami vengono eseguiti in ogni visita: l’oculista seleziona quelli più appropriati in base all’età, ai sintomi riferiti e alla storia clinica del paziente.

    LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI

    Le domande più frequenti dei pazienti

    Qual è la differenza tra la visita oculistica e il controllo dall’ottico?

    L’ottico è un professionista della salute visiva che si occupa di misurare la refrazione e di adattare occhiali e lenti a contatto. L’oculista è invece un medico specializzato in oftalmologia, abilitato a diagnosticare e trattare patologie oculari, prescrivere farmaci e, quando necessario, eseguire interventi chirurgici. La visita oculistica comprende quindi una valutazione medica completa della salute degli occhi, che va oltre la semplice misurazione della vista.

    La visita oculistica è necessaria anche se si vede bene?

    Sì. Molte delle patologie oculari più gravi, tra cui glaucoma e degenerazione maculare, sono asintomatiche nelle fasi iniziali e possono essere rilevate solo attraverso esami specifici come la tonometria e il fundus oculi. Aspettare la comparsa di sintomi può significare intervenire quando il danno è già avanzato. La prevenzione periodica è quindi fondamentale, soprattutto dopo i 40 anni e in presenza di fattori di rischio come diabete, ipertensione o familiarità per glaucoma.

    Come ci si prepara alla visita oculistica?

    Non è necessaria una preparazione specifica per la visita oculistica di base. È utile portare con sé gli occhiali o le lenti a contatto in uso, un eventuale referto di visite precedenti e l’elenco dei farmaci assunti, inclusi colliri o integratori. Se è previsto l’esame del fondo dell’occhio con dilatazione della pupilla, è preferibile farsi accompagnare o evitare di guidare nelle ore successive, poiché la visione può risultare offuscata e la sensibilità alla luce aumentata per alcune ore.

    A che età i bambini dovrebbero fare il primo controllo oculistico?

    Un primo controllo oculistico è indicato tra i 3 e i 4 anni, prima dell’inizio della scuola, per escludere condizioni come ambliopia (occhio pigro), strabismo o difetti refrattivi significativi che possono interferire con lo sviluppo visivo. In presenza di sintomi sospetti o familiarità per patologie oculari il controllo può essere indicato più precocemente.

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