PUNTI CHIAVE
- La congiuntivite è un’infiammazione della congiuntiva – la membrana trasparente che riveste la parte bianca dell’occhio – e può essere causata da allergeni, batteri o virus, con caratteristiche cliniche distinte.
- La forma allergica si presenta con prurito intenso, lacrimazione acquosa e arrossamento bilaterale, spesso accompagnati da rinite e starnuti; non è contagiosa e compare stagionalmente o in concomitanza con l’esposizione all’allergene responsabile.
- La congiuntivite batterica si riconosce per la secrezione muco-purulenta giallo-verdastra, le croste mattutine che chiudono le palpebre e la contagiosità per contatto diretto.
- La forma virale si accompagna spesso a sintomi respiratori, è altamente contagiosa e si risolve in genere spontaneamente in 7-14 giorni.
- È bene consultare il medico in presenza di dolore oculare, calo della visione, secrezione abbondante persistente o mancato miglioramento entro 5-7 giorni. I portatori di lenti a contatto devono interromperne l’uso al primo segno di infiammazione.
L’occhio arrossato è uno dei motivi di accesso più frequenti agli studi medici, sintomo di una congiuntivite che può avere cause diverse. Non sempre è immediato distinguere tra un’origine infettiva (batterica o virale) e un’origine allergica: i sintomi, infatti, si sovrappongono in parte. Eppure, esistono alcuni segnali specifici che aiutano a orientarsi e a capire quando è necessario rivolgersi a un professionista. Cerchiamo di fare chiarezza.
Quali sono le cause della congiuntivite?
La congiuntivite è un’infiammazione della congiuntiva, la sottile membrana trasparente che riveste la superficie interna delle palpebre e la parte anteriore del bulbo oculare.
La sua insorgenza può essere legata a cause di diversa natura:
- allergiche: l’infiammazione in questo caso è scatenata da pollini, acari della polvere, peli di animali o altri allergeni ambientali
- infettive: di tipo virale, se associate all’azione di adenovirus, herpes simplex o enterovirus, o di tipo batterico, provocate prevalentemente da Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae o Haemophilus influenzae. Tra i fattori predisponenti figurano l’uso di lenti a contatto, il contatto ravvicinato con persone infette, l’esposizione al cloro in piscina
- irritative, dovute al contatto con sostanze irritanti (detergenti, cosmetici, sostanze disperse nell’ambiente).

La secrezione oculare e i sintomi associati sono indicatori utili dell’origine della congiuntivite.
Come distinguere una congiuntivite allergica da una batterica o virale?
La congiuntivite si presenta con dei sintomi comuni a diverse cause:
- arrossamento della sclera (la parte bianca dell’occhio)
- lacrimazione
- prurito o bruciore
- sensazione di corpo estraneo o sabbia nell’occhio
- gonfiore delle palpebre
- in alcuni casi, fotofobia.
Per orientarsi nell’origine del disturbo, tuttavia, è possibile fare riferimento ad indizi diagnostici, come il tipo di secrezione e la distribuzione dei sintomi.
Nella forma allergica si osservano le seguenti manifestazioni:
- secrezione acquosa o mucosa
- prurito spesso intenso e bilaterale
- arrossamento bilaterale
- comparsa di altri sintomi allergici: starnuti, naso che cola, ostruzione nasale.
La congiuntivite allergica non è contagiosa e tende a essere stagionale o correlata a un’esposizione specifica.
La congiuntivite batterica si riconosce per:
- secrezione muco-purulenta giallo-verdastra, che durante la notte tende ad asciugarsi formando croste che incollano le palpebre al mattino
- prurito meno intenso rispetto alla forma allergica
- bruciore e senso di peso palpebrale sono più marcati
- infiammazione inizialmente monolaterale che può estendersi all’altro occhio.
Si tratta di una forma contagiosa per contatto diretto con le secrezioni o tramite oggetti contaminati (asciugamani, federe, cosmetici).
La congiuntivite virale si presenta con:
- arrossamento, lacrimazione acquosa abbondante e sensazione di corpo estraneo, spesso in un solo occhio inizialmente
- sintomi respiratori come raffreddore o mal di gola e talvolta linfonodi pre-auricolari palpabili.
È altamente contagiosa e, nella maggior parte dei casi, si risolve spontaneamente in 7-14 giorni senza trattamento specifico. Gli antibiotici non hanno alcuna efficacia sulle forme virali.
Congiuntivite: quando rivolgersi al medico?
La maggior parte delle congiuntiviti virali lievi e di quelle allergiche si risolve con colliri sintomatici da banco: antistaminici oculari per la forma allergica, lacrime artificiali per la forma virale.
La visita medica diventa necessaria in presenza di segnali specifici:
- dolore oculare intenso
- riduzione della visione
- secrezione abbondante e persistente
- fotofobia marcata
- sintomi che peggiorano o non migliorano entro 5-7 giorni.
In questi casi è indicata una valutazione da parte del medico di medicina generale o dell’oculista.
Chi porta lenti a contatto deve interromperne l’uso in presenza di infiammazione oculare e non riprendere a indossarle fino alla completa risoluzione, per evitare il rischio di complicanze corneali.
Qualora siano coinvolti bambini, in cui la forma batterica è più frequente, è importante consultare il pediatra entro le prime 24-48 ore in caso di secrezione purulenta abbondante o febbre associata. Nei neonati la congiuntivite richiede sempre una valutazione tempestiva, poiché può avere cause specifiche, come l’infezione da Chlamydia o da Neisseria gonorrhoeae trasmessa al momento del parto che richiedono un trattamento mirato.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
La congiuntivite batterica è contagiosa?
La congiuntivite batterica si trasmette per contatto diretto con le secrezioni oculari o tramite superfici e oggetti condivisi: asciugamani, federe, cosmetici. Per ridurre il rischio di contagio è importante lavarsi frequentemente le mani, evitare di toccarsi gli occhi e non condividere oggetti che entrano in contatto con il viso. La contagiosità si riduce significativamente dopo 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica, qualora venga prescritta.
Quanto dura una congiuntivite?
La durata dipende dalla causa. La forma virale si risolve in genere in 7-14 giorni senza trattamento specifico. La forma batterica regredisce entro 5-7 giorni, con o senza antibiotico — anche se il trattamento ne accelera la guarigione e riduce i tempi di contagiosità. La forma allergica persiste finché dura l’esposizione all’allergene: ridurre o rimuovere la causa scatenante è il modo più efficace per risolvere i sintomi, in associazione ai colliri antistaminici.
I bambini con la congiuntivite possono andare a scuola?
Per la congiuntivite allergica, non contagiosa, non ci sono restrizioni scolastiche. Per le forme infettive, virali o batteriche, la maggior parte dei protocolli prevede l’esclusione temporanea dal gruppo classe fino alla risoluzione dei sintomi o, in caso di terapia antibiotica, dopo almeno 24 ore dall’inizio del trattamento. È opportuno seguire le indicazioni del pediatra, che può fornire valutazioni specifiche in base al tipo e alla fase della malattia.
Il collirio per la congiuntivite si può usare senza prescrizione?
Diversi colliri per la congiuntivite allergica – a base di antistaminici o stabilizzatori dei mastociti – sono disponibili senza ricetta. Le lacrime artificiali sono indicate per alleviare il fastidio nella forma virale. I colliri antibiotici richiedono invece prescrizione medica: il loro uso su forme virali o allergiche non porta benefici e contribuisce al fenomeno dell’antibiotico-resistenza. In caso di dubbi, il medico o il farmacista sono i riferimenti più adatti per orientare la scelta.
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